domenica 9 agosto 2009

Camera 232 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta.


Ultimo viaggio di agosto, prima delle due settimane di pausa.
La camera è conosciuta, l'albergo pure. Eppure... mi accorgo solo ora che potrebbe essere l'ultimo viaggio che faccio quassù, in Svezia, stando insieme. Forse tornerò un domani, ma non sarà lo stesso.
Era il maggio del duemila quando ci siamo incontrati per la prima volta. Ricordo che fu un appuntamento preso con la complicità della fortuna. Le nostre prime email, la telefonata, il cellulare senza carica. E poi la corsa per ritrovarti, per dire si, sono io, scusa sai... Viaggiai nove ore, e fu la prima volta. Attraversai sole, nuvole, pioggia e freddo. Non sapevo che l'avrei fatto ancora e ancora e ancora e ancora... per dieci anni. Mi presi tutto il tempo necessario per essere pronto, per te.
Per quel nostro primo incontro, che nella mia testa, avrebbe dovuto lasciare in te l'imprinting giusto.
Per un altro incontro. E un altro ancora... Ripassavo nella mia testa ogni singola parola che ci eravamo detti prima. Kilometro dopo kilometro non facevo che ripetere parole, immaginare una luce, un volto.
Lo feci ininterrottamente fino a quando andai a dormire, in attesa del mattino dopo, in compagnia di un temporale e di un'insonnia.
Mi svegliai con una luce netta, tagliente ed un panorama per me nuovo, fatto di montagne, neve e roccia. Era l'8 maggio 2000.



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