venerdì 18 dicembre 2009

Camera 101 - In attesa di chiamarti cara per l'ultima volta

Ma quando è cominciato tutto questo? Tu che eri parole ora sei solo silenzio.
Ricordo che aspettavo con piacere il rito della chiacchierata della sera. Quando disponevi tutte le tue idee, i tuoi piccoli e grandi ragionamenti davanti a me come tanti oggetti da mostrare. Ascoltandoti riempivo la scatola della mia mente di tutte quelle cose.

Il nostro rapporto si nutriva e rigenerava nel tempo con quei momenti. Si preparava ai continui cambiamente con perfetta sincronia diventando sempre più forte. Ora non sei più parola. Sei solo una scusa. Hai detto ne riparleremo a gennaio e sei andata. Ma quattro settimane sono tante perchè una conversazione che riparte abbia lo stesso significato. Comunque sia, spero che allora tu sappia dirmi quello che non hai saputo dirmi ora.
Buon Natale.

2 commenti:

  1. Mi fa strano. Come in una sola stanza, tu possa aver riunito almeno quattro dei miei uomini. E come, con le tue parole, rievochi fantasmi spinti di forza in un container a tenuta stagna, a suo tempo. Gennaio, Martedì, Domani. Non vedo grossa differenza. Se l'attesa ti pesa, il desiderio era morto prima ancora di vedere la luce. O di spegnerla. Abientot.

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  2. Il dialogo è interrotto da tempo. La conversazione va un poco avanti, in attesa di chiamarla cara per l'ultima volta.

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