sabato 24 luglio 2010

Camera 506 - Pensieri

Sono qua che mi rivolto in questo letto pensando a te. A chi se no? A te che sei il primo pensiero dal mattino quando mi chiami per chiedere cosa fai?, alla sera quando riusciamo a condividere quel poco di tempo convulso, rubato ai nostri altri.
Con occhi spalancati osservo il soffitto o le righe uguali di questa tappezzeria tutte allineate come le giornate che viviamo. Dimensione nera, profonda e vischiosa.
Mi interrogo sul mio spazio dentro te senza darmi una risposta, senza avere un breve attimo di proiezione in avanti. Il tuo silenzio si alterna a poche parole come una marea, tenendomi inchiodato qui. Ma non so ancora per quando.
Non penso al tuo tempo che sai dividere solo con te stessa, nè alla tua ampia testa che sa dare spazio a tanti. Non penso alla tua mente che razionalmente alterna vicinanza e lontananza. Io penso al corpo, alla carne, alla materia. Non penso più alle infinite immagini senza ordine dei ricordi comuni. Non penso a quando imparavamo insieme a conoscere un nuovo mondo. E' possibile uscire dalla propria precedente realtà, archiviare tutto il passato. Tutto è possibile ed ha dignità di essere se possidere un valore. Penso a tutto quello che ha cambiato la mia vita: ogni volta deciso in un solo istante. In un solo momento ho pensato se appartenessi a te, a me, al passato. Ma poi ho pensato che appartengo ad uno spazio più grande e più interessante dei desideri stessi. Il sangue pulsa, mi giro sulla destra. Alla prossima camera.

1 commento:

  1. E' bello questo senso di appartenenza ad uno spazio più grande di quello che possono essere i soli desideri umani. Una dimensione più vasta, che completa l'essere umano, che trasmette equilibrio ed il giusto senso alla sua vita.

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