martedì 28 settembre 2010

Camera 201 - Io non sono un libro.

(ascoltando Blade Runner Blues)

Si fa presto a dire parliamone. Poi in fondo non si parla. Al più uno detta, l'altro ascolta. Se va bene. Alla fine anche noi siamo finiti qui.
Molta attenzione al leggere, certo. E' importante, costruttivo, piacevole, istruttivo, intrigante, formativo. E si può continuare. Ma soprattutto è poco impegnativo. In fondo un libro lo apri, cominci a leggere. Non ti piace? Lo chiudi e lo metti via. Non hai tempo? Lo metti da parte, aspetterà. Hai voglia di portarlo con te? Verrà di sicuro. Lo senti come un peso? Lo lascerai da solo, non si lamenterà. Con una persona sarebbe diverso. Dovresti parlarle qualche volta. Magari informarla prima di portarla con te. E poi, se comincia a raccontare qualcosa e non hai voglia di sentire? Si d'accordo puoi dire non è il momento, ma poi? Come la prenderà?
Ci sono tanti libri intorno a te. Ci sono tante buste intorno a te piene di fogli scritti. Sono tutte le tue storie. Sono certo c'è una busta anche per me. Dentro ci saranno appunti, pagine, parole. Qualcosa che parla di me. Ma non sono io a parlare.
Mi chiami, mi fai arrivare. Ti incontro attraverso un vetro. Un cenno, aspetto. Esci con un altro cenno, mi dici dopo. Sei impegnata. Ci sono urgenze. Ci sono ore ad aspettare, le mie. Non c'è rabbia ma glaciale constatazione. Esco, me ne vado in strada. Io non sono un libro.

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