lunedì 11 ottobre 2010

Camera 307 - Inganno e emozione


In una storia c'è sempre un inganno e un'emozione. La miscela riuscita di questi due elementi rende la storia più o meno interessante. Ci sono storie che nascono con un inganno che emoziona. E quando si scopre che è un inganno si finisce per ignorarlo per continuare a godere dell'emozione. Aggiungendo così inganno ad inganno. E l'emozione stessa che finisce poi per ingannare.
Fu un grande incontro. Avevi lo sguardo importante di chi aveva avuto una vita avventurosa. Avevi una bocca fascinosa. Eri un'ossessione. La prima cosa che ci venne in mente è che dovevamo andare via. Viaggiare con l'intenzione di raccontarci emozioni. Viaggiando lungo una linea netta di demarcazione tra interno ed esterno della realtà. Un incontro come pendolo tra illusione e realismo. Senza strascichi di storie precedenti guidavamo il senso come veicolo di esplorazione. Storie scambiate conosciute attraverso interessi comuni. Come la Francia. Ma questo ora non importa. Avevo solo un fazzoletto da offrirti e un'irrequietezza all'imposizione delle regole, sapendo già come sarebbe andata a finire. E incontro questa testa piena di pensieri. Entro per caso. Una sorpresa dietro ogni parola. Una donna al plurale. Avevi più lati per esprimere te stessa. Più di ogni altra donna eri a caccia di stimoli. Più di ogni altra donna avevi coscienza della propria esperienza che stimolavi quotidianamente. Respiravo quella libertà della mente che mi faceva immaginare cose. Perchè tu eri una persona che viveva nelle cose che ti circondavano. E avevi poche cose che vivevano dentro di te. Eri emozione e diventasti inganno.

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