domenica 3 ottobre 2010

Camera 310 - Xenos


(ascoltando Sysyphus Part II)

Ti guardo in quella foto che ti ritrae poco esposta. Non è una foto insignificante, presa a caso. I tuoi occhi non sono fra i tanti che ho visto. La mano copre la tua espressione come una maschera sul viso. L’insieme era qualcosa di strano , non assomigliava a niente che avessi conosciuto prima. Rivedere la foto non serve a riportarti qui. Serve a salvare la mia dignità che altri mi tolsero quando ignoravano quello sentivo. Serve a conservare la memoria di un uomo cambiato, radicalmente diverso da quello che un altro coraggio portò a lasciare per sempre quel piccolo paese di mare. Ti porto con me. Tu che eri così familiare e straniera nello stesso tempo. Qualcuno che io credevo di conoscere eppure mi ero estranea. Qualcuno che voleva farsi riconoscere, che voleva condividere con me il suo volto nascosto, ma che invece voleva essere respinta. Qualcuno che diceva la verità di quel che sentiva ma che si sentiva chiamata deviata. Qualcuno che poteva dire qualsiasi cosa perché la consideravi pazza. Ti porterò con me nei miei spostamenti, nelle mie conversazioni, nelle mie osservazioni. La tua partenza, che considerai prematura e ingiusta allora, mi insegnò e mi insegna ancora che devo dedicare più tempo per la vita.


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