lunedì 25 ottobre 2010

Camera 809 - Vagabondo


Freddo. Spazio ampio, poltrone piccole. Caffè. Arrivi salutando.

- Ecco il vagabondo.

- C'è stato un cambiamento.
- Valori tradizionalisti.
- Disillusione
- Una nuova concezione in cui i ruoli si confondono.
- Bisogno di guardare in faccia gli errori del passato.
- Una forma di dialogo che parte lento.
- Non esiste un debito di riconoscenza dopo anni di lontananza.
- Parlare di, è anche parlare della storia di.
- Portatore di percezioni.
- Discendere dalle terribili colpe di una camera.
- Una figura indescrivibile come rivolta contro quella presenza.
- Impedimenti che intralciano il muoversi liberamente.
- Una parola nel vocabolario di questa storia.
- Un rumore nel silenzio: lo scontro di due diverse visioni.
- Due modi diametralmente opposti di concepire la vita.
- Senza l'esistenza di una presenza si vive una valida assenza.
- Tempesta e contenimento.
- Dicendo cosa, facendo cosa, nacque tutto?
- Sostenendo. Costretto a portare le prove della propria esistenza.
- Affinchè si impregni di realtà.
- Fuori di dubbio che non dimentico il mio io.
- Non limitarsi a raccontare il fuori.
- Un uomo difficilmente controllabile perchè racconta la verità che nasce dall' osservazione degli uomini.
- E' stato osservando e ascoltando la gente che ho imparato a dire la verità.
- Racconti facilmente tutto quello che lo circonda che non è semplice.
- Cosa voglio e come posso ottenerlo.
- Totale libertà con cui esprimevi il tuo no.
- Una donna che aveva partecipato solo in parte alla vita.
- Credendo di essere se stessa è finita in profonda crisi.
- Ti rifletti nello specchio delle difficoltà.
- Fai domande che sono rumori alle quali sorrido con un sorriso.
- Interpretazione della scena senza esaminare.
- Il dialogo giunge al capolinea
- Che bella camera.
- Si ma non so per quanto tempo resterò qui.

Ripresi conoscenza e senza dire una parola sparii nel crepuscolo.



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