domenica 13 marzo 2011

Camera 413 - Per questo mi sei indispensabile.


E' freddo davvero stamane, ma il vento ha reso questo cielo limpido e riflette una luce irresistibile. Ma esco, vado via. In parte mi fai rabbia, in parte ti invidio. Discussioni che durano giorni, settimane, che non hanno portato altro che amarezza. Discussioni cominciate quella notte di dicembre in cui non sei venuta. Eri lontana. Lontana da chi ero e da cosa volevo. Una discussione che ha avvicinato solo i nostri problemi e allontanato i nostri bisogni. Ed eccoti lì, chiusa nel tuo perenne dormire, voltarsi ed attendere. Io non ci riesco. Io sono veglio e sono costretto a leggere. Quanto vorrei che fossi tu a vegliare, magari a rileggere le cose che scrivo, per capire chi sono. Mica per chiedere quelle stupide gratificazioni che non danno spessore al rapporto. Non cercavo mica un dialogo tenero, carino, apparentemente irrinunciabile e inutile. Certo il mio andare e venire, cercare il momento per cercarti - perché non sei facile da raggiungere - mi vieta spesso di rilassarmi. Ieri mi hai detto che sono esagerato, che controllo le mie emozioni. Dici che hai bisogno di pace e calma e invece trovi me che ho voglia di fare, idee da mettere in pratica, strade da seguire, qualcosa da vivere. Stai tranquilli, mi dici. Le cose avverranno, magari timorosa che volessi impegnarti in qualche mia perplessità inutile. Da quando ti conosco non viaggio più molti e ringrazio quelle cose che si chiamano parole che danno un senso alle camere bianche e mute. Come mai sei sveglio? Sei sveglio vero? Dormi caro, sei così stanco. Per molto tempo ho creduto che dialogassimo e che avesse avuto un senso. Ti lascio, ma non ti cancello. Se ti cancellassi rischierei di farti ritornare. Per questo mi sei indispensabile. Chi altri potrei odiare se non ci fossi tu?

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