lunedì 27 agosto 2012

Camera 358 - Poco prima di addormentarmi.


Milano, 26 agosto 2012.

Il buio rende universale qualsiasi luogo e si sovrappone alla realtà. Ti chiedo di osservarmi dunque. Di identificarti e nel contempo mantenere la distanza. È forte il disagio di un'assenza fuori dal luogo. Mostrare, proiettare, sedurre, guidare, vedere, far vedere. La fiducia nello scambio. Lo scambio nella fiducia. Può darsi. Può anche darsi. Ho desiderato, anche. Nascondi, però riveli subito. Impassibilità e buio. Posso rispondere in prima persona.  Rompere le abitudini. Io sono sempre qui, dietro questa immagine. Ad osservare te che leggi, te che osservi. Tutte le cose che possono accadere possono solo essere rappresentate dal vuoto.  I don't. Spogliarsi con gesti ordinati, ripiegare gli abiti smessi con cura. Passarsi una mano tra i capelli e rompere l'ordine. Mi impedisce di parlarne distesamente il fatto che sono accadimenti verticali. Ricordare attimo dopo attimo. La camera e io formiamo un assieme visivo. Emozioni di provenienza non realiste esercitano pressioni. Non mi posso sottrarre all'eloquenza, tu seduttiva evidenza fisica. Lo specchio riflette il mio corpo che non parla. La passione lascia il posto ai sensi. Senz'altro ai miei. Poco prima di addormentarmi.

2 commenti: