lunedì 24 settembre 2012

Camera 317 - Un posto non previsto.






Milano, 23 settembre 2012


Non sapevo niente di cosa accadeva fuori.
Un grande fascino.
Senza fronzoli senza spiegazioni.
Con una luce sprezzante, 
provocatrice.
Una rozza forma di autoanalisi.
Fuori dalla camera emergono le differenze,
accecanti e urtanti.
Sdoppiamenti che generano due persone che non si conoscono fra di loro.
Me ne fregavo.
Essere seccato ma non arrabbiato,
è il mio lusso insensato.
Antica galanteria che non ricerca il futuro.
Racconto a me stesso e bevo.
La vita di un magnifico conversatore catturata dalla ferocia del silenzio.
Far pagare di essere tutto per te.
Far pagare la tua essenziale bellezza.
Simbolica autrice di istanti sbiaditi.
Impoverito da tutta quella mediocrità.
Con sincerità rispetto.
Almeno lo sapevo.
Di questi tempi è una bella differenza
Forse il mondo fuori esiste ancora, 
forse è offeso della mia assenza.
Sono fra gente che mangia e io osservo.
Sono stato chiuso per parecchio tempo affinché possa mangiare.
Io sapevo chi ero, 
ma gli altri non volevano saperlo,
perciò passavo dall'entrata di servizio.
Ancora parlo con te.
Un tempo così sereno.
Non amo il luogo non amo il tempo,
apro il frigobar: 
non ci sono le follie,
trovo solo la crudeltà della bellezza.
Sul mobile il passaporto della mia inquietudine.
In cornice le cortesi parole di gentilezza a pagamento.
Impongo la disciplina agli oggetti sparsi.
Bisogna trovare il modo più sublime per immaginare.
Le parole che sono passate in questa camera sono fatti non emozioni,
solo che questo era un posto non previsto.


2 commenti:

  1. è sempre un'emozione leggere i tuoi post.
    Buona giornata
    Titti

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