lunedì 3 dicembre 2012

Camera 143 - La lettera.


Dusseldorf,  27 novembre 2012

Non si udiva il minimo rumore, tutto immerso in un silenzio irreale. Con almeno dei rumori sarebbe stato tutto più semplice. Di fronte alla totale sfuggevolezza del suono mi sono deciso a parlare. E quando l'ho fatto ho avuto la tagliente sensazione di avere rotto un vetro. Era piena notte. Mi sentivo esausto. D'altra parte, per quanto insignificante, anche quella era delle ragioni per cui ... mi piaceva. Così assorto a parlare da non riuscire a dire nemmeno una parola. Nella nuova valigia, che avevo da poco cambiato, c'erano le ultime cose che avevo ritenuto importanti. L'avevo riempita con la solita cura e ordine ma in silenzio, che al solo pensarci mi scendevano le lacrime. Non avevo la più pallida idea di cosa dire, così ho cominciato a scrivere. Guardando delle foto a così breve distanza da evocare intimi pensieri. Era esattamente questo ciò che mi sforzavo di pensare in quel momento, quell'espressione mi suona inutile, priva di senso, malgrado incarnasse la ragione per cui eravamo lì. Continuavo a scrivere pensando al consueto entusiasmo con cui mi trovavo a passeggiare mano nella mano. E a tutte le altre cose fino a poco prima ovvie, e che da un momento all'altro non si sarebbero ripetute più.  Forse hai pensato che non fossi forte abbastanza. Eppure mi ritrovo qui ad appellarmi alla mia forza per non cadere. Perchè è un equilibrio precario e instabile quello che ho ora. Sai, sto spendendo tutte le energie per combattere le emozioni, e non mi rimane molta altra forza. Non c'è molto spazio per altri pensieri. Forse sto riuscendo a chiudere tutto fuori da questa camera. Così poi rimane il silenzio. Un silenzio che ha il sapore del confort e il retrogusto del pericolo. E forse tu questo pericolo l'hai avvertito, e sei fuggita via. Nessuno vuole restare in camera. La camera è solo un luogo, non un traguardo da ambire, qualcosa a cui aspirare. Me ne rendo conto all'ultimo rigo. Chissà se la leggerai. La lettera è finita, il silenzio rimane.

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