mercoledì 19 dicembre 2012

Camera 964 - L'altra valigia.



La valigia blu che non era blu si è rotta. Una nuova valigia nera mi accompagna. Dopo tante camere vissute insieme, kilometri percorsi e attese mai chiuse è arrivato il momento di separarci. Noi siamo cambiamento continuo così come gli eventi che ci sono intorno. Così ho cominciato a spostare le cose dalla valigia vecchia a quella nuova. Ho cominciato con le cose semplici: sacchetti con le scarpe, necessaire da toilette, spray deodoranti per valigie e tessuti. Poi le altre cose di routine: calze, boxer, magliette e un pigiama che non indosso. Era già abbastanza piena, ma dovevo ancora mettere le cose che danno la forma esterna al corpo: pantaloni, camicie, cravatte, maglie. Alla fine la valigia nuova era piena, quella vecchia vuota. Ma era vero? A guardare bene dentro c’erano ancora tante cose. Le parole che non ho detto, le scelte che non ho fatto, le carezze che non ho dato, gli sguardi che non ho ricambiato, le attenzioni che ho deluso, i luoghi che ho lasciato, le paure che non ho affrontato, i sassi che non ho raccolto, i semi che non ho piantato, il vento che non ho seguito, il mare che non ho toccato, la strada che non ho percorso, le pagine che non ho letto, le foto che non ho condiviso, i sorrisi che non regalato, i pensieri che ho abbandonato, i sogni che ho tradito, le persone che ho perso. Tutte queste cose erano nell’altra valigia, quella diversamente visibile. Quella che voleva essere aperta del tutto e che non ha trovato casa. Tutte queste cose non riescono a entrare nella nuova valigia. Devo alleggerire il peso. Per mettere cose nuove in valigia bisogna fare spazio. Perché ho davanti un altro anno di viaggi, di luoghi da vedere, persone da incontrare, inganni da evitare. Un anno con l’altra valigia.

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