martedì 29 gennaio 2013

Camera 107 - Vetri rotti.


Vetri rotti dappertutto. Cazzo di vetri sottilissimi, di quelli che finiscono sotto i piedi nudi e tagliano senza dolore ma con molto sangue. Di te ricordo l'attenzione innata per l'eleganza, l'eloquenza di dettagli, la capacità di parlare con parecchie persone, la prerogativa di pensare a più strade contemporaneamente, la tua estrema noia per la campagna. Incontri curiosi. Di me ricordo lo sguardo vago, le parole sempre troppe, l'agire in serena sequenza, la voglia di immaginare. Gli eventi. All'incrocio tra il ricercare e il trovare, il volere e il desiderare, l'agire e l'aspettare. Incontri me per conoscere te.  Eppure non sai mai quando possa accadere. Anche quando lo perdi. Non lo sai. Coincidenze. Circostanze. Incontri di frasi d'accusa. Destini. Incroci. Casualità. Sintonie. Tutte cose che la mente ordinerà dopo. Incontri di legno come il nostro hotel dei viaggiatori. Incazzati, delusi, sfacciati e lussuriosi. Incontri indipendenti da noi ma che segnano il noi.  Entra luce dalla finestra rotta ma non l'aria. La voracità del tuo corpo lo impedisce.  Perchè gli incontri segnano il tempo, anche quando non accadono.

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