sabato 16 febbraio 2013

Camera 1022 - Caro me stesso.




Caro Me Stesso,
nella vita ho fatto molti errori e vissuto pochi momenti assoluti. Brevi istanti in cui quando il silenzio spegne il mio cervello per lasciare entrare un’emozione invece di pensare. Solo un momento dura l'incanto, io resto incapace di riconoscerlo subito. Ho vissuto la vita per quei momenti, mi rendo conto che sono l'essenza. Vivo per quei momenti. Dopo, a quei momenti io ci ritorno con la memoria, ma è solo un'immagine. Allora vengo in questo rifugio.  Ci vengo spesso. E' un ottimo contenitore di verità... chissà... Forse hanno origini profonde... di quelle che nascono dall'anima. Se così fosse, sarebbe di un valore importante. A volte arrivo, ma aspetto il momento giusto per entrare in questo mondo. Provo a capire. Leggere, guardare, lasciarmi trasportare dai pensieri e dal sentire, per ritrovare lo spirito. Francesco, ciò che hai messo in queste pagine profuma di sudore, di polvere, di energia, di passato e di futuro. Malinconicamente vitale. E' come trovarsi sul ciglio di una stanza e non saper decidere se si vuole fare un passo in avanti per entrarci o rimanere sulla soglia, coscienti che si perderebbe qualcosa... Una volta, era di prima mattina, appena sveglio, posso dire che mi hai anche fatto sorridere. Non so se mi farai sorridere ancora, ma tornerò ancora a cercarlo, quel sorriso. Puoi anche non credermi, ma io non riuscirei a concepire (nel senso di ideare) una cosa così. Ci vuole, ogni tanto, un salto fuori dall'estetismo, apre la mente. Forse apparentemente. Talvolta mi dai  parecchio da pensare. Percepisco forse, e immagino chissà. Ma il dubbio rimane. Le guardo, ci ritorno a distanza e mi raccontano cose  nuove. Forse è proprio questo ... che mi piace del tuo modo di raccontare.  Una volta finalmente l'ho sentita. Tra le tue pagine, intendo... La tua voce fuori campo, ironicamente malinconica, i tuoi sguardi sul mondo, anch'essi ironicamente malinconici, mi hanno accompagnato in un bel viaggio della vita. E ti ho invidiato energia, curiosità e costanza. Ho visto, letto, spiato e ti ho invidiato la sete e la capacità di esperienza... che dire? Virtù rare, tanto più se vissute - come tu fai - in una dimensione quotidiana, senza enfasi, quasi scivolando attraverso di essa. Apprezzo e assaporo il fatto che esistano intorno a me persone capaci di rimanere vive, attive, presenti e curiose senza per questo sentire il bisogno di sottolinearlo entusiasticamente e quotidianamente a se stesse e agli altri: consapevoli, insomma, che questa - in un mondo migliore - dovrebbe essere la normalità... Tu non stancarti di viaggiare e farci viaggiare. Ora sono in attesa che mi colga il sonno e ho passeggiato tra le mie caselle di posta. Lì ho ritrovato alcuni tuoi brevi messaggi, brevi ma intensi, unici come intuisco unico sia tu... li conserverò con cura.

Don't dream when you can't make it real
They're only fictions anyway

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