mercoledì 20 febbraio 2013

Camera 310/2 - Immagine.



Ero ancora nella 310, ieri. Mi sono svegliato tra il rumore dei motori dei condizionatori, il traffico di quella specie di autostrada che correva davanti all'hotel e la preghiera del mattino. Ho bevuto un caffè filtrato e mangiato una fetta di pane con il miele. Ho cercato un sorriso in un buongiorno cantato. Ho dovuto pranzare per lavoro, tre portate dolce incluso. Ho finito di lavorare presto e sono tornato in camera. Ho risposto a qualche email, preparato qualche appuntamento futuro. Poi improvvisamente i pensieri sono svaniti e una sensazione di essere altrove ha occupato tutto lo spazio intorno. E' apparsa un'immagine nella mente. Si è staccata dal fondo della retina ed è emersa in primo piano. La tenda lasciava filtrare un poco di luce. La finestra lasciava vedere sono il muro posteriore di un edificio povero, piccole finestre e i condizionatori. Su questo sfondo una schiena. Un suono lento e continuo. Due mani che si muovevano piano. Due labbra belle che si muovevano in silenzio. Pagine non scritte. Immagine insinuante, nella testa, nel desiderio. Ho visto un crepuscolo in anticipo e uno lontano. Ho visto un gabbiano a zampe gialle. Ho visto uno scoglio e un mare piccolo diventare grande. Ho visto due bicchieri. Ho ascoltato Sympathique. Ho preparato la valigia per il rientro. Ho ripreso a leggere avendo in sottofondo lo sciabordio delle onde. Alle 23:00 mi sono reso conto di essere rimasto in camera tutto il tempo, guardato dalla finestra, osservato dal telefono. L'immagine è riapparsa, rimane un'enigma. Irresistibile, raffinato enigma.

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