sabato 9 marzo 2013

Camera 730 - Una casa. Una vera. Una specie di solitudine.


Sta cambiando tutto intorno a me. Sto cambiando tutto intorno a me. Sto cambiando io. Ancora una volta. Ti ho incontrato per caso, in un periodo di transizione della mia vita, già fatta di cambiamenti e movimenti continui. Non ti stavo cercando, ma dovevo trovarti. Mi sei piaciuta subito. Non so dirti esattamente per cosa. Forse per quella luce poco diffusa ma molto acuta. Forse per l'aria di non avere l'aria. O forse ancora per l'idea che anche tu avessi bisogno di un cambiamento di riscatto. Per molti anni ho vissuto portando con me pochi oggetti. Ancora meno quelli del passato. Ora gli oggetti del passato non ci sono più. Ho buttato via tutto. Sono stato in uno spazio nero, sognandone uno bianco. Ora c'è. Uno spazio tutto da riempire. Tu sei quello spazio. Ma non voglio occuparlo tutto. Voglio lasciare che sia il tempo a scegliere con cosa e come riempirlo. Voglio rispettare quella libertà di inconsueto ordine che hai. Voglio non fare piani come ero solito fare. Voglio sentirmi con te veramente in uno spazio mio, non concesso da altrui gesto. Non voglio più sapere come andrà a finire prima ancora di. Voglio viverti giorno per giorno attraverso piccoli movimenti. Voglio conoscerti un poco per volta, senza dare per scontato che.  Voglio svegliarmi e dirti buongiorno. Fare colazione e guardarti, sentendoti vicina. Voglio farti conoscere il mio lavoro, fatto di spostamenti continui affinchè tu non ne sia gelosa. Voglio bere un caffè con te, un caffè fatto da me. Voglio arrivare alla sera, notare che non hai spostato le cose da come le avevo lasciato al mattino. E al giorno prima. E sorridere pensando che si, l'avresti fatto se. Voglio cenare, bere una birra, leggere qualcosa di interessante, la tv come sottofondo e stare con te. Voglio raccontarti della giornata, dirti che non ho incontrato persone. Non ho parlato di me. Voglio dire buonanotte. A te che sei una casa. Una vera. A me che sono una specie di solitudine.

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