martedì 21 maggio 2013

Camera 215 - Ho capito.


Una luce scialitica, una voce calda. L'oncologa con tono pacato e fermo mi dice che ho una pelle dura, ma che sarà bene averne cura. E non si riferiva alle escoriazioni e agli ematomi presenti da qualche giorno. Non poteva nemmeno sapere di altre ammaccature accuratamente nascoste. Esco in strada, rimetto le cuffie e mi capita di ascoltare Let her go - Passenger.

Well you only need the light when it's burning low
Only miss the sun when it starts to snow
Only know you love her when you let her go
Only know you've been high when you're feeling low
Only hate the road when you're missing home
Only know you love her when you let her go
And you let her go 

 
Mi sono seduto al sole e mi sono chiesto: ma ho capito? Si, ho capito.
La prima volta è stata il 5 ottobre 1985. 
La seconda volta è stata il 23 aprile 1993.
La terza volta il 31 dicembre 1999.
La quarta volta è stata il 20 ottobre 2004.

Ho capito le cose che contano per me senza che mi dovessero mancare.
Ho capito che non serve domandare a chi non vuole rispondere.
Ho capito che a nulla serve nascondere le parole.
Ho capito che mi piace la vita come viene.
Ho capito che voglio sbagliare per conto mio.
Ho capito che voglio essere preso non solo capito.
Ho capito che le domande mi fanno compagnia.
Ho capito che a nulla serve cercare di dormire se non ho sonno.
Ho capito che le persone importanti per me saranno sempre nella mia mente.
Ho capito che davanti al mare mi libero.
Ho capito che cercherò sempre.
Ho capito la differenza tra chissà e forse.
Ho capito l'importanza di un sorriso.
Ho capito che non aspetterò domani.
Ho capito che mi piace l'equilibrio.
Ho capito che mi piace il caleidoscopio.
Ho capito che mi piace indossare una felpa.
Ho capito che a nulla serve l'odio, il rancore.
Ho capito che io e il blu stiamo bene insieme.
Ho capito che se tornassi sarei felice.

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