mercoledì 8 ottobre 2014

Camera 002 – Voglio tornare a fidarmi di me stesso.

Non è l’insonnia in sé che mi paralizza ad osservare le pareti. E’ un pensiero che inibisce ogni altra attività. Vorrei riuscire a fare pace con me stesso. Vorrei riuscire a perdonarmi. Provo, smetto e provo. C’est la vie. Per gli errori commessi, le mancanze che ho dato, le disattenzioni vissute e i presupposti sbagliati che ho considerato. Mi analizzo e condanno solo me stesso per non essere stato.

Per ogni eventualità abbiamo tre verità. Non esiste alcuna verità, solo percezione. Ognuno di noi può vedere solo ciò che sta di fronte e non quello che è alle spalle. Perciò non riusciamo ad avere una visione completa, ma solo parziale. E una visione parziale conduce a pensieri parziali che a loro volto producono azioni parziali. Parzialmente vere, parzialmente autentiche. Si finisce così per alimentare la nostra stessa fame cannibalizzando se stessi. Ho fame di cose che tu non mi darai e perciò mangio me stesso.
Poi un’amica scrive:  la voce nella testa ti racconta una cosa e tu ci credi.

La più bella persona (lo so è un’espressione banale e da film, ma in questo momento non saprei come esprimere in maniera più sintetica il valore più alto ed etico della parola bellezza per una donna) che abbia incontrato in vita mia, mi scrisse: inutile domandare a chi non vuol rispondere. Vero. Una frase di immutabile verità e potenza. Ecco perché non chiedo. E di nuovo la mia amica che mi risponde: la Presenza è più potente di tutto quello che puoi dire o fare.
Non dormo, ritrovo le ombre. Voglio tornare a fidarmi di me stesso.

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