lunedì 6 ottobre 2014

Camera 204 - Una doccia.



Questa è una piccola camera. Non è ciò che si definisce un’alcova. Nella vita ho passato poche notti nel mio letto. Non ho sonno. Ho il cervello come il centro di una metropoli da milioni di abitanti: trafficato, caotico, caldo, inquinato e rumoroso. Ho osservato dalla finestra la Bulevardi, il tram Arabia, le vetrine di fronte con abiti Kiton e Hackett, il vento che smuove le foglie, il ragazzo che lavava i vetri della pensilina, i taxi in sosta davanti all’hotel, il ritmo regolare del semaforo. Sono tornato a letto. Mi ritrovo sdraiato al buio a fissare il soffitto e vedere il profilo di un volto di donna e la sua sagoma d’anima.
Le osservo. Sono solo ombre.
Resto immobile, come stare a cercare qualcosa da dirsi. Della vita, ad esempio. La vita appiccicosa e prepotente. Una vita piena di difetti. E dimenticare i difetti della vita, purchè ci sia una buona ragione per dimenticarli. Che in questa vita nessuno ti aiuta mai, ti devi aiutare da solo. Che non si deve aspettare grazie da nessuno, in questa vita. Che non funziona dover dipendere da qualcun altro in questa vita. Che non ci si dovrebbe affezionare alla vita, prima o poi ci si può fare male. Che non è igienico dipendere da qualcuno in questo mondo. Che conta vivere per noi stessi, non per gli altri.
Ritornano alla mente quelle prime due chiacchiere innocenti che furono più intime di molte altre cose avvenute poi. Ritorna alla mente le volte in cui le viene un espressione da fantasma, quando la mente si va a nascondere. E quando sorride in quel modo che mi fa sempre un certo effetto.  E quando certi abbracci ti fanno provare le esperienze di tutta una vita. Lei sa quello che vuole e se lo aggiudica. Basta che ce ne sia. Lei è una donna con la superficialità che mi prende. Forse è solo il risultato della mia visionaria e inamidata immaginazione
Vorrei chiamarla. Vorrebbe voler dire finire bene la giornata. Non so se mi spiego. Ma resto in silenzio. Mai rovinare una cosa buona. Ho capito qual è il mio posto nel mondo, e ho già fatto abbastanza. Dancing is strictly banned.
Le osservo. Sono solo ombre.
Quel che mi piaceva prima e quel che mi piace ora sono due cose diverse. Cos’è che sembra bello se lo si guarda da vicino? Crisi pura. Una reazione scontata in ogni situazione che si rispetti. Assorto nei miei pensieri non mi ero accorto d’aver lasciato la finestra aperta per cambiare aria. Aria di seduzione che gela. La capacità di riprendersi da una delusione, da una perdita. Quando qualcosa ti si presenta davanti e pensi che sia l’inizio della fine. Alti euforici e bassi patologici. Tra simili ci si permette delle incursioni nella personalità. Che intendi fare nel resto della tua vita? Una doccia.

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