lunedì 9 febbraio 2015

Camera 300 – Dove sono i tuoi occhi?


Occhi che sanno vedere ce ne sono pochi. Per molti sono fotografie tutte uguali di camere tutte uguali. Ma a bene vedere, a saper vedere non raffigurano luoghi trovati ma raccontano luoghi mentali. Non rappresentano ma progettano. Camere vuote, ombre di luci, raggi di riflessi che posano su tessuti, orizzontali linee sospese tra l’idea del soffitto e la linea di un lenzuolo, letti abitati solo dal silenzio. Inequivocabili indicazioni sulla rotta del viaggio. La deliberata assenza dell’immagine umana, gli spazi rarefatti, rari oggetti che divantano enigmatici suggerimenti, tutto alimenta la memoria involontaria di te. L’immagine della camera evoca l’immagine di te, racconta lo sguardo indicibile. La realtà è solo il pre-testo per raccontare. Ogni camera una nuova visione di me. Ogni racconto è il racconto di un pensiero visivo. Dove finisce l’una inizia l’altra. Non posso che ricordare per immagini. Ci sono, ma non mi vedi. Vado e vengo, e non mi trovi in nessun posto. Creo e vivo il mio spazio, lo riempio con il mio tempo, lo coloro con il mio blu, ne sento l’eco del mio suono. In questo nonluogo questo nonspazio contiene i pensieri, le emozioni, le memorie. La camera è contenitore, io contenuto. Oggetto e soggetto coincidono, la materia che mi circonda genera la mente. Dove sono i tuoi occhi?

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