mercoledì 4 marzo 2015

Camera 320 – Il resto è storia.


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E’ bello fare, non ricordare di aver fatto. Tu certo a questo non penserai. Se è vero che in ogni luogo dove andiamo, lasciamo una parte di noi stessi, e che,  solo tornando in quei luoghi possiamo ritrovare quella parte, è anche vero che per ogni persona che viviamo, lasciamo ad essa una parte di noi stessi. E solo rivivendo quella persona, ritroveremo noi stessi.  Quando tutto appare originale, nulla lo è davvero. Ora vale la pena di vestirsi bene.
Senti, nel caso ti interessasse, quando non manchi una sola telefonata con quella persona, è con quella che hai un rapporto. Eco di tempi distanti.
Stranieri, ci incrociamo nei transiti. Per caso incrociamo i nostri sguardi. E io divento te. E ciò che io vedo, è me stesso.
Ti prendo per mano, ti porto alla camera. E questo è tutto il meglio che riesca a capire di me stesso. Nessuno che mi aiuti a dormire. Nessuno che mi aiuti a chiudere gli occhi. Ci siamo detti addio prima ancora di dirci ciao. Sguardo ancora tra i tagli della tenda. Siamo tutti senza ombre, al buio. La fine di una storia è come un dopoguerra senza sogni.
Poi passano le ore, gli occhi si aprono appena. La luce che filtra m’incita a riprendere il viaggio. Senza aver paura di prendersi cura di chi o di che è importante per sé stessi.  Ti ho sempre amata, anche senza conoscerti davvero. Lo so che ti ho sempre amata, anche senza sapere il perché, come spesso accade. Ed è davvero difficile spiegare come ti ho amata senza sapere perché ti ho amata. Tutti i sorrisi che mi hai regalato, e tutte le lacrime asciutte che mi fai versare, sono ancora oggi in tutto ciò che vedo, in tutto ciò che tocco, in ogni luogo in cui vado. E’ tutta la mia vita, e sempre lo sarà. e Il resto è storia.


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